I primi accorgimenti

Il mio udito peggiora

Quando guardi la TV, ti capita di chiedere di alzare il volume.

In un ambiente rumoroso, a volte ti risulta difficile seguire tutte le conversazioni.

Questi segnali possono significare che il tuo udito si è in qualche modo indebolito. Ciò può essere dovuto ad un evento accidentale, malattia, ma spesso la causa è l'indebolimento del sistema uditivo.

Oggi, 7 milioni di italiani soffrono di disturbi uditivi che rendono difficili le interazioni sociali. Molte persone ogni giorno si rivolgono a noi per chiedere consigli o informazioni sul funzionamento dell'udito.

L'ipoacusia non si vede e solitamente non si accompagna a manifestazioni fisiche, ma è la più diffusa e la meno conosciuta malattia invalidante con effetti psicologici a volte devastanti quali l'emarginazione e la depressione. Basti pensare quanto la sordità, rallentando il processo del linguaggio parlato, renda difficili le relazioni sociali, l'apprendimento scolastico e lo sviluppo culturale provocando un inevitabile senso di solitudine.

La sordità è generalmente vista come un male non poi così limitante, ma in realtà l'ipoacusia è un disagio da non sottovalutare. E' il senso di solitudine, di isolamento che la fa sembrare così, è la mancanza di comprensione da parte di coloro che sentono. Per tutti gli ipoacusici l'handicap è uguale: è il mondo del silenzio, la difficoltà di comunicazione con il mondo che sente e che parla.

Ma c'è chi sceglie di fare qualcosa e di non rinchiudersi nella propria malinconia.

I disturbi dovuti all'ipoacusia (debolezza d'udito), possono essere facilmente corretti con l'aiuto di un apparecchio acustico! In Italia il numero di persone ipoacusiche che decide di ricorrere all'ausilio di questi piccoli e preziosi strumenti tecnologici è al di sotto della media europea. In Danimarca, il 44% delle persone con problemi di udito indossa una protesi acustica. In Gran Bretagna i protesizzati sono il 35%, in Norvegia il 30%, in Svezia e nei Paesi Bassi il 25%; in italia solo il 12% degli ipoacusici ha deciso di regalarsi un nuovo udito! I motivi di queste differenze possono essere vari: campagne informative portate avanti dallo stato o da associazioni, presa di coscienza dei problemi di udito, differenze culturali di fronte alla nozione di handicap, "immagine" della protesi uditiva... quello che è certo, è che con un piccolo gioiello della tecnologia si può risolvere un grande disagio che accomuna molte persone.

Visita con fiducia il centro acustico Udire Insieme più vicino a casa tua per ricevere la consulenza dei nostri audioprotesisti ,perché prendersi cura del proprio udito vuol dire migliorare la qualità della propria vita.

Sentire bene è vivere meglio.

Il calo uditivo

L'udito è un sistema complesso, il primo dei 5 sensi a svilupparsi nel feto e a permettere il contatto con il mondo.

Questo sistema non dorme mai: è in azione 24 ore al giorno e, anche se durante la notte sembra inattivo, è pronto a svegliarci come un efficiente sistema di allarme.

 

Descrizione dell'acufene

L'acufene è una condizione nella quale viene percepito un suono in assenza di sorgenti esterne. Di solito tale suono viene percepito come un ronzio, un fischio o un trillo anzichè come un suono completo come il parlato o la musica. Non deve essere confuso con le allucinazioni uditive che si percepiscono in caso di malattia mentale. Il rumore dell'acufene può verificarsi in un solo orecchio o in entrambe le orecchie, oppure può essere percepito in testa e può avere gravi ripercussioni su chi ne soffre. Perciò lo scopo della gestione dell'acufene deve essere una diminuzione della sua severità e della sua influenza negativa.

L'acufene colpisce il 10-15% della popolazione mondiale, cioè circa 600 milioni di persone. Di queste, l'1-2% (fino a 6 milioni di persone) subisce conseguenze negative nella sua vita quotidiana. Si prevede che l'incidenza dell'acufene sia destinata a salire a causa dell'aumento della popolazione anziana e dell'esposizione al rumore sia negli ambienti di lavoro che in quelli di svago. L'acufene è estremamente variabile. Alcuni pazienti riescono a far fronte al ronzio/rumore e la loro vita continua normalmente. D'altra parte, alcuni pazienti soffrono così tanto che la loro vita quotidiana diventa molto difficile e non riescono nemmeno a lavorare. Altri soffrono di un livello di disturbo che si trova fra questi due livelli.

Vi sono fattori di rischio ben definiti per l'acufene:

  • ipoacusia
  • invecchiamento
  • sesso (maschile)
  • esposizione al rumore

 

L'ipoacusia, l'acufene e il cervello

"L'ipoacusia è una menomazione improvvisa e soffrire di acufene è come ricevere una doppia batosta" (Paziente intervistato da Southall et al).

Molte prove evidenziano l'esistenza di una forte correlazione tra ipoacusia e acufene.

  • La maggior parte dei pazienti che soffrono di acufene è affetta anche da un certo grado di ipoacusia.
  • I pazienti affetti da otosclerosi soffrono di acufene in una percentuale che va dal 75% al 90%.
  • Circa l' 80% dei pazienti affetti da ipoacusia neurosensoriale idiopatica soffre anche di acufene.

Da un piccolo studio condotto su persone normoudenti è emerso che un'ipoacusia simulata può ridurre la percezione di un suono fantasma.

Un gruppo di 18 volontari ha indossato un tappo per le orecchie in un orecchio per 7 giorni. In questo periodo 14 volontari su 18 hanno riferito la percezione di suoni fantasma e 11 su 18 hanno riferito la presenza stabile di suoni fantasma alla fine dei 7 giorni. Con il ripristino dell'udito normale tramite la rimozione del tappo per le orecchie, la percezione dei suoni fantasma è scomparsa in poche ore.

La ricerca attuale tende a cosiderare l'acufene come un problema sistemico dovuto ad uno squilibrio negli stimoli di eccitazione e inibizione ricevuti dai neuroni uditivi.

La teoria attualmente accettata è che l'acufene nasca nel cervello e sia attivato dalla perdita dei normali input provenienti dall'orecchio interno. La diminuzione delle stimolazioni che arrivano dalla coclea, provoca riassestamenti nel sistema uditivo centrale, che a loro volta causano un'attività neuronale anomala, che comprende iperatività, sovraeccitazione e aumenti della sincronizzazione neuronale.

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